Addio Marco Simoncelli

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ciao Sic, addio Marco Simoncelli
ciao Sic, addio Marco Simoncelli

Marco Simoncelli, pilota del Team San Carlo Honda Gresini, ci ha lasciato pochi minuti fa, sulla pista di Sepang”. Così dovrebbe cominciare un articolo che racconta la notizia. Ma io oggi voglio dirvi qualcosa di più.
Voglio raccontarvi una domenica mattina, una domenica di quelle in cui non hai fretta di svegliarti per andare a lavoro, in cui la pigrizia sotto un caldo piumone prende il sopravvento anche su uno degli sport che segui con entusiasmo in Tv: il motomondiale. Non lo segui perchè anche anche tu hai una moto, nè perchè hai competenze tecniche di elettronica o meccanica. Lo segui solo perchè tra la schiera di ragazzi che gira il mondo con il sogno di salire sul podio, c’è un tuo carissimo amico.
Stamattina, complice una notte insonne, il tepore del mio piumone è stato più convincente della sveglia che trillava e della voglia di vedere il mio amico partire dalla prima fila della Moto2 a Sepang.
Resto in dormiveglia per qualche istante, poi mi riaddormento. Mi sveglio con un “No, cazzo, nooooo!” che viene dal divano. Subito chiedo cosa sia successo e mi si risponde che Simoncelli è caduto, il casco è rotolato via e lui è immobile sulla pista.
Mi tranquillizzo perchè parliamo di MotoGp, vuol dire che dal trillo della sveglia è passata almeno un’ora, ma mi alzo comunque…quel “No” non raccontava nulla di buono.
Da quel momento sono ancora qui, seduta sul divano, incollata alla voce tremante di Guido Meda che fatica a prendere tempo prima e a gestire la triste notizia poi. Non ho preso neppure il caffè, nè me ne è venuta voglia.
In silenzio sono rimasta a guardare il papà di Sic che si metteva le mani tra i capelli, gonfi quanto quelli del figlio, e la fidanzata Kate che a mani giunte aspetta notizie, stretta nella sua canotta rossa che porta il 58 stampato.
Quando danno la notizia che la gara, dapprima rimandata, è annullata, un’angoscia indescrivibile mi pervade e temo davvero per il peggio. Purtroppo le mie sensazioni non vengono smentite e di lì a poco la notizia ufficiale della morte di Marco Simoncelli.
Non riesco a capacitarmi. E’ davvero quel ragazzo così solare, quel ricciolone sempre allegro a starsene lì immobile sulla pista nelle immagini dell’incidente che si susseguono? Lui che solo una settimana condivideva il podio con il suo avversario di sempre, Dovizioso? Lui che ti invoglia a rimpinzarti di patatine San Carlo e che sostiene sorridente “meno pugnette e più gas”? Non ci credo, non può essere lui!
Tutti sanno che questo è uno sport pericoloso, tutti sanno che questi ragazzi rischiano la vita ad ogni giro, ma solo adesso me ne rendo conto in modo così drammatico!
Ora in Tv si sta ragionando su una traiettoria anomala, sull’elettronica, sulle gomme fredde…ma a me quel ricciolone biondo mi ha sempre dato l’idea di correre col cuore e col sorriso!
E così, con il cuore, lo saluta una non-esperta in materia, con un CIAO che non avrebbe mai voluto scrivere su un blog che oggi non parla di fashion, ma di passione! Ora sì che hai raggiunto il gradino più alto del podio…Ciao SuperSic!

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6 COMMENTS

  1. Non è giusto morire a 24 anni in questo modo. Non si può giustificare con niente una morte del genere. Fermiamoci tutti a riflettere sul senso di questi accadimenti. Lo sport è vita non è morte.

  2. Ho appena letto tra le centinaia di commenti che popolano il web sulla tragica morte di Simoncelli, una delle sue tipiche risposte secche alla domanda: “non hai paura di fare un incidente e morire?”
    “No. Si vive di più andando 5 minuti al massimo su una moto come questa, di quanto non faccia certa gente in una vita intera.”
    Forse l’unica cosa che potrà alleviare (seppur minimamente) il dolore di chi lo seguiva e di quanti lo amavano è proprio questa frase e la consapevolezza che è morto facendo ciò che amava di più!

  3. un grande saluto ad un ragazzo pieno di vita interrotta a soli 24 anni per un tragico evento di casi spero che non succedano piu’ situazioni come queste,
    non ero tifoso di moto comunque da domenica mattina saputo della notizia che sto male

  4. ciao marco, porti lo stesso nome di mio figlio e anche sogni analoghi. lui come te ama i motori a due o quattro ruote, viviamo in un piccolo paese dove realizzare i sogni e quasi impossibile , l ho sempre sostenuto xche lui pensa, credo come te, che quei momenti e vivere al massimo, non e un professionista come te, ma le passioni e l amore x quello che fate e condivisione. non capisco xche si prenda sempre gli angeli piu belli e li porta con se….. spero almeno che lassu abbia cura di te . un abbraccio da me e mio figlio , ciao piccolo

  5. Mi sto kiedendo xke proprio lui…..un ragazzo come lui, cosi simpatico e buono non se lo meritava. Non sono una tifosa di moto, ma appena ho saputo questa terribile notizia ci sono rimasta davvero male, all’inizio non riuscivo a credere a questa cosa, ma appena sentite le notizie a tv ho capito k si trattava di una realtà troppo brutta. Mentre guardavo il funerale non smettevo di piangere, i lacrimoni continuavano a scendere e mia mamma k m’incoragiava. Non pensavo di soffrire cosi tanto x un ragazzo k alla fine neanke “conoscevo”.Lui ha lasciato un segno profondo nel mio cuore. Ti voglio bene Marco, sarai x sempre nel mio cuore….addio Super Sic 58….

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